Opzione donna 2019: novità, requisiti e beneficiari

Scritto da Guendalina Grossi il 13 marzo 2019

Le dipendenti pubbliche e private per tutto il 2019 avranno la possibiltà di andare in pensione anticipata grazie all’Opzione donna. Vediamo nel dettaglio chi può beneficiarne e come presentare domanda.

Opzione donna 2019: novità, requisiti e beneficiari

Opzione donna 2019: le lavoratrici dipendenti e private per tutto l’anno in corso potranno decidere di andare in pensione anticipata grazie al regime sperimentale donna.

Il DL 4/2019, ha infatti stabilito la proroga dell’opzione donna per tutto il 2019, consentendo così alle lavoratrici di lasciare in anticipo il loro posto di lavoro.

Tutte le lavoratrici dipendenti ed autonome che hanno compiuto rispettivamente 58 e 59 anni di età e che hanno versato almeno 35 anni di contributi avranno dunque l’opportunità di andare in pensione anticipatamente.

Introdotta con la Legge Moroni, e poi riscoperta con la Legge Fornero, l’opzione donna consente alle lavoratrici di lasciare in anticipo il loro posto di lavoro accettando però di ricevere un assegno pensionistico interamente calcolato con il sistema contributivo.

Opzione donna 2019: chi può beneficiarne?

L’articolo 16 del DL 4/2019 ha stabilito che possono beneficiare dell’opzione le lavoratrici dipendenti ed autonome che al 31 dicembre 2018, hanno compiuto rispettivamente 58 e 59 anni di età e che hanno versato almeno 35 anni di contributi.

Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:

  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Le lavoratrici del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), al ricorrere dei requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2019.

La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 30 gennaio 2019.

Opzione donna 2019: come presentare domanda

Le lavoratrici dipendenti ed autonome che al 31 dicembre 2018 hanno raggiunto i suddetti requisiti, per beneficiare dell’opzione donna dovranno inviare domanda all’INPS attraverso questi tre canali:

  • utilizzando i servizi INPS online;
  • tramite i Patronati;
  • contattando il contact center INPS.

Se si decide di inviare la domanda online dovrà accedere al sito dell’INPS utilizzando le credenziali e andare sulla pagina dedicata a “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Dopo di che si dovrà cliccare sull’opzione nuova domanda dal menù di sinistra e selezionare la voce “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.

Opzione donna 2019: è possibile continuare a lavorare?

Non è chiaro se chi decide di beneficiare dell’opzione donna può continuare a lavorare. Il legislatore, infatti, nel scrivere la norma non ha specificato in modo chiaro se le lavoratrici che accedono alla pensione anticipata tramite l’opzione donna possano continuare a lavorare o meno.

Secondo quanto stabilito dalla legge le donne che accedono all’opzione donna non possono cumulare il reddito da pensione con quello da lavoro poiché la pensione è liquidata con il sistema contributivo e la Riforma Dini del 1995 impedisce tale cumulo.

Però c’è da dire che, la pensione liquidata con il regime sperimentale non è un sistema contributivo puro come quello previsto dalla riforma Dini e quindi a rigor di logica si suppone che il reddito da pensione dovrebbe essere cumulabile con il reddito da lavoro dipendente o autonomo, come avviene per la pensione anticipata o per quella di vecchiaia.

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