Modello F24, cos’è e come compilarlo: guida pratica

Scritto da Davide Di Bello il 22 luglio 2019

Modello F24, che cos’è e come compilarlo: guida pratica. F24 ordinario, semplificato ed "Elide": versamenti, crediti di imposta a compensazione, modalità di pagamento. Tutte le indicazioni operative per il contribuente.

Modello F24, cos'è e come compilarlo: guida pratica

Il modello F24 è il modulo più utilizzato in Italia per il pagamento di imposte e contributi. Viene detto unificato, perché permette di fare conto unico con eventuali crediti d’imposta che si vantano nei confronti della pubblica amministrazione.

Il modello F24 deve essere compilato da tutti i contribuenti, titolari e non titolari di partita Iva. Si può scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate, ma è disponibile anche presso banche, agenzie di riscossione e uffici postali. Le partite Iva hanno l’obbligo di effettuare i pagamenti in modalità telematica.

Modello F24: cos’è

Il modello F24 è il modulo impiegato per pagare l’Irpef, l’Ires, l’Irap, le imposte locali e le sostitutive, l’Inail e l’Inps. L’elenco completo è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Con il modello F24 vanno, inoltre, versate tutte le somme, compresi interessi e sanzioni, dovute in caso di:

  • autoliquidazione da dichiarazioni;
  • ravvedimento;
  • controllo automatizzato e documentale della dichiarazione;
  • avviso di accertamento (in caso di omessa impugnazione);
  • avviso di irrogazione di sanzioni;
  • istituti conciliativi di avvisi di accertamento e irrogazione di sanzioni (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale).

Ecco il modello F24 editabile, scaricabile in formato pdf:

Modello F24

Attraverso l’F24 viene versata la grande maggioranza dei tributi, oltre che i contributi previdenziali: è quindi necessario conoscere come compilarlo correttamente.

Modello F24: come si compila

Innanzitutto, come prima cosa, il contribuente che inizia a compilare il modello F24 deve inserire i dati anagrafici, il codice ed il domicilio fiscali. In seguito sarà il momento di individuare la sezione di riferimento cui appartiene l’imposta da versare. Ecco alcuni esempi.

Per Irpef, Ires e IVA bisogna fare riferimento alla sezione Erario, per le imposte regionali (Irap e addizionale regionale all’Irpef) si utilizza la sezione Regioni, per le imposte comunali (addizionale comunale, ICI, Tarsu/Tari e Tosap/Cosap) la sezione ICI e altri tributi locali.

Ora, per individuare il indicare l’imposta che si intende pagare occorre indicare:

  • il relativo codice tributo;
  • il periodo di imposta;
  • la rata che si sta versando, in caso di rateizzazione;
  • l’importo, nella colonna “Importi a debito versati”.

I codici tributo sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Particolare attenzione va prestata dal contribuente se il periodo di imposta non coincide con l’anno solare in corso mentre si sta pagando: ad esempio, per la scadenza del saldo Irpef da versare a giugno 2020, va indicato l’anno d’imposta 2019.

Gli importi vanno sempre indicati con le prime due cifre decimali, anche se sono due zeri. La somma di 80 euro, ad esempio, va scritta come 80,00.
In presenza di più cifre decimali si deve procedere all’arrotondamento della seconda cifra decimale con il seguente criterio:

  • se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso (74,955 euro arrotondato diventa 74,96 euro);
  • se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (74,952 euro arrotondato diventa 74,95 euro).

Modello F24: i crediti d’imposta a compensazione

Come accennato in precedenza, l’F24 viene detto unificato in quanto consente di utilizzare eventuali crediti d’imposta a compensazione dei tributi da versare.
La compensazione può avvenire sia in modalità verticale, tra stesse imposte di anni differenti, sia in modalità orizzontale, mettendo a saldo imposte diverse.

Ad esempio, attraverso la compensazione, è possibile utilizzare un credito Irpef relativo all’anno d’imposta 2018 per pagare gli acconti dovuti per l’anno d’imposta 2019; oppure impiegare un credito Irap o Ires per pagare le tasse locali o i contributi previdenziali.

I crediti di imposta vanno inseriti nella colonna “Importi a credito compensati” e vengono scalati dall’importo finale. A tal proposito, il saldo finale si scrive nello spazio apposito in fondo alla pagina. Il saldo non può comunque mai essere negativo. L’F24, invece, va presentato anche se pari a zero.

L’omessa presentazione del modello F24 con saldo zero comporta l’applicazione della sanzione di 100 euro, ridotta a 50 euro se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi.

L’importo massimo per l’utilizzo dei crediti a compensazione e alle richieste dei rimborsi in conto fiscale è attualmente di 516.456,90 euro per ciascun anno solare.

Modello F24: come e dove pagare

Il modello F24 si può presentare sia in via telematica, in modo autonomo così da risparmiare sulle spese di versamento o tramite gli intermediari abilitati, sia in formato cartaceo. I titolari di partita Iva, invece, devono presentarlo esclusivamente online.

Per la trasmissione telematica occorre essere titolari di un conto corrente presso una banca convenzionata con Poste Italiane. Si può compilare il modello F24 utilizzando i servizi dell’Agenzia delle Entrate F24 web e F24 online ed inviandolo attraverso i canali telematici Fisconline ed Entratel, oppure presentarlo attraverso i servizi di home e corporate banking.

Il versamento viene addebitato direttamente sul conto corrente ed il sistema rilascia automaticamente la ricevuta di pagamento.
Per la presentazione telematica è possibile avvalersi del supporto degli intermediari abilitati, quali i centri di assistenza fiscale, i commercialisti o le associazioni di categoria.

In alternativa è possibile versare l’F24 in formato cartaceo presso banche e uffici postali, oppure presso gli sportelli di Agenzia delle Entrate-Riscossione, scegliendo una modalità di pagamento tra le seguenti:

  • addebito in conto corrente;
  • contanti;
  • assegni;
  • Pagobancomat;
  • Postepay.

L’Agenzia delle Entrate ha predisposto due moduli aggiuntivi rispetto all’F24 ordinario: il modello F24 semplificato e l’F24 Elementi identificativi (Elide). Vediamo cosa sono, a che cosa servono e le indicazioni utili per presentarli.

Il modello F24 semplificato: che cos’è e come si compila

Approvato dall’Agenzia delle Entrate con provvedimento del 25 maggio 2012, il modello F24 semplificato è un modello di pagamento unificato, pensato per agevolare i contribuenti che devono pagare e compensare le imposte erariali, regionali e degli enti locali, comprese l’Imu, la Tari e la Tasi.

A differenza dell’ordinario, la compilazione dell’F24 semplificato è chiaramente più veloce e sbrigativa. Anche il semplificato può essere presentato sia online, sia presso gli sportelli degli agenti della riscossione, delle banche convenzionate e degli uffici postali.

Il modello F24 semplificato editabile è composto di una sola facciata che contiene due distinte di pagamento: la parte superiore è la copia che rimane a chi effettua il versamento, la parte inferiore è la copia per la banca, l’ufficio postale o l’agente della riscossione.

Ecco il modello F24 semplificato editabile, scaricabile in formato pdf.

Modello F24 semplificato

Le modalità di compilazione sono pressoché identiche al modello F24 ordinario.
Il contribuente deve indicare il destinatario del pagamento:

  • “ER” (erario);
  • “RG” (regione);
  • “EL” (ente locale).

Allo stesso modo nelle righe seguenti vanno inseriti il codice tributo ed il periodo di imposta, ai quali va aggiunto il codice dell’ente che beneficerà del versamento. Stesse regole anche per quanto riguarda gli importi utilizzati a compensazione.

Modello F24 Elide: che cos’è e come si compila

Il modello F24 Elementi identificativi (“Elide”), invece, presenta alcune peculiarità.

L’F24 Elide viene utilizzato per i versamenti per i quali sono necessarie informazioni che non possono essere riportate nel modello F24 ordinario e non può essere impiegato, invece, per effettuare i pagamenti per i quali è prevista la compensazione con crediti d’imposta.

Con il modello F24 Elide si possono versare i pagamenti per quanto riguarda:

  • l’imposta di registro, i tributi speciali e compensi, l’imposta di bollo, le sanzioni e gli interessi relativi alla registrazione dei contratti di locazione e affitto di beni immobili;
  • imposte e tasse ipotecarie, tributi speciali catastali e relativi accessori, interessi e sanzioni amministrative, e di ogni altro corrispettivo dovuto agli Uffici Provinciali-Territorio connesso al rilascio di certificati, copie e attestazioni, estrazione dati e riproduzioni cartografiche, presentazione di atti di aggiornamento catastali presso gli Uffici medesimi.

Ecco il modello F24 Elide editabile, scaricabile in formato pdf.

Modello F24 "Elide"

All’atto della compilazione il contribuente deve indicare:

  • il codice dell’ufficio destinatario del pagamento o che ha emesso l’atto nello spazio “codice ufficio”;
  • il codice dell’atto a cui si riferisce il pagamento nello spazio “codice atto”. Nel caso vengano versati pagamenti per più atti, va compilato un modulo per ogni singolo atto;
  • la tipologia di versamento per la quale è prevista l’indicazione di particolari elementi identificativi nello spazio “tipo”. I codici “tipo” sono indicati nella “tabella dei tipi di versamento con elementi identificativi” disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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