Obbligo IVA su vendite online, scadenza 31 ottobre 2019 per l’invio dei dati dei fornitori

Scritto da Davide Di Bello il 3 agosto 2019

Obbligo IVA su vendite online, scadenza 31 ottobre 2019 per l’invio dei dati dei fornitori. Le trasmissioni devono avvenire entro la fine del mese successivo al trimestre di riferimento, pena l’addebitamento dell’imposta. Ecco tutte le novità.

Obbligo IVA su vendite online, scadenza 31 ottobre 2019 per l'invio dei dati dei fornitori

Il 31 ottobre 2019 è la prima scadenza per l’invio dei dati dei venditori che operano tramite le interfacce elettroniche.

I gestori che facilitano lo scambio di beni a distanza devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei fornitori che abbiano realizzato almeno una vendita nel periodo considerato.

Le comunicazioni avverranno con periodicità trimestrale ai fini dei versamenti dell’IVA comunitaria.

Obbligo Iva su vendite online, prima scadenza 31 ottobre 2019 per l’invio dei dati dei fornitori

Il fisco si adegua sempre più all’aterritorialità del mondo digitale. Come annunciato dall’Agenzia delle Entrate con il protocollo n. 660061 pubblicato il 31 luglio 2019, in attuazione dell’articolo 13 del decreto crescita, entro la scadenza del 31 ottobre 2019 chi gestisce le interfacce elettroniche che facilitano il commercio di beni a distanza tra due soggetti deve inviare i dati delle vendite avvenute nel periodo tra aprile e luglio 2019.

Agenzia delle Entrate - protocollo n. 660061 del 31 luglio 2019
Termini e modalità di trasmissione dei dati relativi alle vendite a distanza di beni che avvengono mediante l’uso di una interfaccia elettronica di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58 (Pubblicata in GU del 29.06.2019)

L’obbligo a fini fiscali sarà in capo ai gestori di mercati virtuali (marketplace), piattaforme digitali, portali o mezzi analoghi, residenti o non residenti nel territorio dello Stato che contribuiscono:

  • alla determinazione delle condizioni generali in base alle quali è effettuata la cessione di beni;
  • alla riscossione presso l’acquirente del pagamento effettuato;
  • all’ordinazione o alla consegna dei beni.

Al contrario, non viene considerato un operatore che favorisce la vendita, la piattaforma che esegue:

  • il trattamento dei pagamenti in relazione alla cessione di beni;
  • la catalogazione o la pubblicità di beni;
  • il reindirizzamento o il trasferimento di acquirenti verso altre interfacce elettroniche in cui sono posti in vendita beni, senza ulteriori interventi nella cessione.

Obbligo IVA su vendite online, scadenza 31 ottobre 2019 per l’invio dei dati dei fornitori: cosa devono fare le aziende

In particolar modo, per ricavare il gettito fiscale IVA imponibile sugli scambi che avvengono all’interno dell’Unione europea, il legislatore ha imposto che i gestori delle interfacce elettroniche trasmettano entro il mese successivo all’Agenzia delle Entrate i dati di ciascun fornitore che abbia realizzato almeno una vendita nel trimestre considerato, rendendo noti:

  • la denominazione o i dati anagrafici completi, inclusa la residenza o il domicilio, nonché l’identificativo univoco utilizzato per effettuare le vendite facilitate dall’interfaccia elettronica, il codice identificativo fiscale ove esistente, l’indirizzo di posta elettronica;
  • il numero totale delle unità vendute in Italia;
  • a scelta del soggetto passivo, per le unità vendute in Italia l’ammontare totale dei prezzi di vendita o il prezzo medio di vendita, espressi in Euro.

Il primo invio relativo al trimestre aprile-luglio 2019 deve essere effettuato entro la scadenza del 31 ottobre 2019. Inoltre, se la piattaforma elettronica ha ceduto nel periodo compreso tra il 13 febbraio ed il 30 aprile 2019 tablet, laptop, cellulari e consolle da gioco, i relativi dati andranno recuperati e trasmessi.

La comunicazione dei dati viene effettuata attraverso i servizi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, Fisconline ed Entratel. Successivamente le Entrate provvederanno a notificare l’avvenuta ricezione mediante una ricevuta contenente il codice di autenticazione per il servizio Entratel o il codice di riscontro per il servizio Fisconline.

In caso di omissioni o errori nella trasmissione dei dati, gli operatori possono trasmettere una nuova comunicazione che sostituisce integralmente quella precedentemente inviata.

La mancata trasmissione imputa al gestore dell’interfaccia elettronica la responsabilità dell’imposta dovuta, a meno che quest’ultimo non sia in grado di dimostrare che sia stata evasa dal fornitore. Le piattaforme, inoltre, devono conservare i documenti delle vendite per 10 anni, a partire dall’anno in cui si realizza la transazione.

I soggetti non residenti o privi di stabile organizzazione in Italia, per adempiere agli obblighi relativi alla trasmissione dei dati, devono identificarsi direttamente oppure avvalersi di un rappresentante fiscale residente nel territorio dello Stato (ai sensi del d.P.R. n. 633/1972).

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