Quota 100 e divieto di cumulo: quali sono le regole?

Scritto da Guendalina Grossi il 10 aprile 2019

Chi deciderà di andare in pensione con quota 100, non potrà continuare a lavorare, ma non tutte le prestazioni sono soggetta al divieto, vediamo perchè.

Quota 100 e divieto di cumulo: quali sono le regole?

Il DL 4/2019 ha introdotto ufficialmente quota 100, la misura proposta dal Governo per superare la Legge Fornero.

Grazie a quota 100 tutti coloro che hanno compiuto 62 anni di età e che hanno versato almeno 38 anni di contributi potranno andare in pensione anticipatamente.

Chi dovesse decidere di aderire alla sudetta misura non potrà però, più svolgere un’attività lavorativa. Ma il divieto di cumulo non è valido per tutte le prestazioni.

Quest’ultimo, infatti, non è assoluto bensì relativo e questo consente ad alcuni pensionati di poter continuare a lavorare nonostante la loro decisione di lasciare il loro posto di lavoro anticipatamente.

Con quota 100 è possibile continuare a lavorare?

Tutti i lavoratori dipendenti e privati che decideranno di aderire a quota 100 non potranno più lavorare. Questo perchè per la suddetta misura è previsto il divieto di cumulo, che vieta ai beneficiari di quota 100 di cumulare reddito da lavoro con la pensione.

Questa regola non vale però per tutti i tipi di prestazione, infatti essendo il divieto di cumulo relativo e non assoluto, questo consente di percepire redditi di lavoro autonomo occasionale, fino ad un massimo di 5.000 euro annui.

Nel caso in cui un beneficiario di quota 100 verrà sorpreso a lavorare, questo si vedrà sospesa la pensione per tutto l’anno di produzione del reddito.

Se, invece, il reddito prodotto è di lavoro autonomo occasionale, la pensione è sospesa soltanto se il reddito supera i 5mila euro annui.

In ogni caso il lavoratore che ha presentato domanda per quota 100 e che decide di iniziare a lavorare dovrà comunicare immediatamente all’INPS sia lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, diversa da quella autonoma occasionale, dalla quale derivi un reddito anche inferiore a 5mila euro lordi annui che lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa autonoma occasionale, dalla quale derivi un reddito superiore a 5mila euro lordi annui.

Quota 100: dal 1° aprile erogati i primi assegni previdenziali

Il 1° aprile 2019 tutti i lavoratori del settore privato che hanno fatto domanda per quota 100 hanno ricevuto i primi assegni previdenziali.

I dipendenti statali che invece hanno raggiunto i requisiti per beneficiare di quota 100 al 31 dicembre 2018, dovranno attendere ancora qualche mese prima di vedersi erogare la pensione dall’INPS.

Questo per via del meccanismo delle finestre d’uscita che il Governo ha voluto adottare per eviatre un esodo di massa dal mondo del lavoro.

Quota 100 oltre a consentire ai lavoratori di andare in pensione anticipatamente, ha l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale e di dare la possibilità ai giovani di trovare un posto di lavoro stabile.

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