Scadenze fiscali giugno 2018: ecco quali sono tutte le date da tenere a mente

Scadenze fiscali giugno 2018: ecco quali sono tutte le date da tenere a mente

Scritto da Guendalina Grossi il 25 maggio 2018

Vediamo quali sono tutte le date da ricordare in relazione alle scadenze fiscali previste per giugno 2018.

Sono diverse le scadenze fiscali previste per il mese di giugno 2018, infatti questo mese insieme a quello di dicembre sono considerati i più duri per imprenditori e professionisti e cittadini.

Si parte con il 18 giugno, data estremamente importante da tenere a mente viste le numerose scadenze fiscali da rispettare.

Infatti oltre alle scadenze fiscali periodiche Irpef, Inps e IVA, entro il 18 giugno 2018, bisognerà procedere al versamento dell’acconto IMU TASI 2018.

Un’altra scadenza fiscale importante del mese di giugno 2018 è quella relativa ai versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi 2018 periodo d’imposta 2017 che cade il 30 giugno. Quest’anno però i contribuenti dovranno provvedere ai suddetti versamenti entro il 2 luglio 2018 in quanto il 30 cade di sabato.

Vediamo quindi nel dettaglio quali sono le principali date da ricordare per lo scadenzario fiscale di giugno 2018.

Scadenze fiscali 18 giugno 2018: versamento acconto Imu e Tasi

La prima scadenza importante da tenere a mente è quella del 18 giugno 2018, termine entro il quale si dovrà procedere al versamento dell’acconto IMU TASI 2018. Entro la suddetta data, infatti, i contribuenti dovranno procedere al pagamento dell’imposta municipale propria e per il tributo per i servizi indivisibili.

Per farlo questi potranno decidere di utilizzare o il modello F24 ordinario o semplificato oppure potranno procedere al pagamento delle imposte tramite bollettino postale.

I contribuenti che non sono titolari di partita Iva potranno decidere di effettuare il pagamento dell’acconto IMU TASI 2018 tramite il modello F24 in contanti anche per importi superiori a 1.000 euro.

Bisogna specificare che attualmente il limite per il pagamento in contanti è fissato a 2.999,00 euro e che quindi se si supera questa soglia bisognerà pagare l’acconto IMU TASI 2018 con sistemi di pagamento tracciabili.

Per importi inferiori a 2.999,00 euro si potrà quindi utilizzare uno dei seguenti metodi di pagamento:

  • modello F24 cartaceo in contanti;
  • modello F24 ordinario o semplificato attraverso i vari servizi home banking del contribuente;
  • modello F24 ordinario o semplificato allo sportello bancario o postale attraverso addebito in conto corrente, assegni, contanti o bancomat.

Nel caso in cui invece gli importi sono pari o superiori a 2.999,00 euro i contribuenti dovranno procedere al versamento dell’acconto IMU TASI 2018 utilizzando:

  • il modello F24 ordinario o semplificato attraverso i vari servizi home banking del contribuente;
  • il modello F24 ordinario o semplificato inviato per mezzo di intermediari abilitati o tramite lo stesso sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • il modello F24 (o bollettino postale) precompilato messo a disposizione dal Comune.

Il modello F24 deve essere inviato telematicamente entro il 18 giugno 2018 anche se l’importo dell’acconto dovesse risultare pari a zero a seguito di compensazioni effettuate.

I contribuenti potranno decidere, in alternativa, di procedere al versamento tramite bollettino postale, fatta eccezioni per l’Imu enti commerciali, per i quali è previsto come unico metodo di pagamento l’F24 dell’Agenzia delle Entrate.

Le altre scadenze fiscali previste per il 18 giugno 2018

Oltre al pagamento dell’acconto IMU TASI 2018, entro il il 18 giugno 2018, si dovrà provvedere ad adempiere anche alle scadenze fiscali periodiche Irpef, Inps e IVA per i contribuenti titolari di partita IVA.

In particolare, entro il 18 giugno 2018, per ciò che concerne le scadenze fiscali periodiche IVA bisognerà procedere al:

  • versamento IVA di competenza maggio 2018 per i contribuenti che liquidano l’IVA mensilmente. per i contribuenti che liquidano l’IVA mensilmente. Il versamento deve essere eseguito indicando il codice tributo 6005 nella sezione Erario del modello F24.

Per ciò che riguarda l’IRPEF, invece, entro lunedì 18 giugno 2018 occorre effettuare il versamento delle ritenute alla fonte a titolo d’acconto operate dai sostituti d’imposta su:

  • redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese precedente. Oltre alle ritenute il sostituto d’imposta deve versare anche le addizionali comunali e regionali;
  • redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente, provvigioni per rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione e di rappresentanza corrisposte nel mese precedente. Il codice tributo da utilizzare in questo caso è 1040 con periodo di competenza 05/2018.

Nello stesso modello F24 è possibile pagare anche i contributi INPS dovuti dal datore di lavoro sulle retribuzioni corrisposte nel mese di maggio.

Scadenze fiscali 25 giugno 2018

Le scadenze fiscali proseguono con il 25 aprile 2018 data in cui è prevista la scadenza del modello Intrastat relativo ai contribuenti con obbligo mensile.

Pertanto entro tale date i contribuenti operatori intracomunitari dovranno presentare gli elenchi riepilogativi INTRASTAT delle cessioni e/o prestazioni di servizi intracomunitari effettuati:

  • nel mese di maggio per i contribuenti con obbligo mensile, ovvero quelli che effettuano cessioni e/o acquisti intra UE per più di 50.000 euro per trimestre.

Il modello Intrastat potrà essere presentato o in via telematica all’Agenzia delle Dogane mediante il sistema telematico doganale E.D.I. oppure potrà essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Scadenze fiscali 30 giugno 2018

Come abbiamo accennato ad inizio articolo la scadenza naturale dei versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi 2018 periodo d’imposta 2017 fissata al 30 giugno 2018 slitterà al 2 luglio 2018 in quanto il 30 quest’anno cade di sabato.

Entro la suddetta data i contribuenti dovranno versare il saldo 2017 ed il primo acconto 2018 delle seguenti imposte:

  • Irpef;
  • Ires;
  • Irap;
  • IVIE;
  • IVAFE;
  • INPS (contributi dovuti dai contribuenti iscritti alla gestione separata);
  • cedolare secca.

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